Giovedì 24 Aprile 2014
   
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Biscottini di Natale di Civitavecchia

Rubriche - Uno Chef per... casa

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Un po' in tutto il centro Italia si preparano in occasione delle festività natalizie dei biscotti ottenuti affettando in diagonale una sorta di salame fatto di farina, uova, zucchero, mandorle e nocciole. Sono biscotti secchi meglio noti come tozzetti nel Lazio e in Umbria o cantucci(ni) in Toscana. Quelli di Civitavecchia si differenziano da tutti per alcuni ingredienti che già a prima vista li rendono diversi, essendo più scuri per la presenza del cioccolato, nonché più morbidi per la presenza dei canditi e più profumati per via della cannella.

Sicuramente non si prestano come gli altri ad essere inzuppati nel vino, ma per quello a Natale si fanno anche le ciambellette all'anice e vino, che non aspettano altro che essere opportunamente... reidratate. Ma queste sono sicuro che sapete farle benissimo, ciascuno con le proprie personali varianti, per cui non vi darò alcuna ricetta.

BISCOTTINI DI NATALE DI CIVITAVECCHIA (dose per circa 4 KG.)

Uova n.10

Zucchero gr.1400

Burro gr.300

Cannella gr.50

Cacao amaro gr.50

Lievito per dolci gr.50

Cioccolato fondente gr.800

Mandorle e nocciole gr.800

Canditi gr.300

Farina gr.1500

Sale q.b.

Vaniglia 1 bustina

Con un coltello tagliate a scaglie il blocco di cioccolato e a pezzetti i canditi, tostate e pelate mandorle e nocciole lasciandole intere o, a piacimento, tagliate anche queste a pezzi non troppo piccoli.

Versate quindi in un recipiente piuttosto capiente le uova, lo zucchero, il burro che avrete precedentemente fuso, la cannella, il cacao, la vaniglia e un pizzico di sale mescolando energicamente con una frusta (inutile dire che l'ideale è una planetaria o un robusto robot da cucina, perché dopo... è dura). Aggiungete al composto unendo a poco a poco la farina setacciata e quindi aggiungete il cioccolato , le nocciole, le mandorle, i canditi e da ultimo unire lievito fino ad ottenere una pasta piuttosto malleabile, non dura.

Lavorate quindi l'impasto a filoncini di circa 3/4 centimetri di diametro che depositerete su una teglia rivestita di carta forno distanziati di una decina di centimetri l'uno dall'altro e fate cuocere a 160-170 gradi per circa 20 minuti.

Quando alla classica prova dello stuzzicadenti i filoncini, che nel frattempo si saranno abbassati ed allargati, risulteranno asciutti ritirateli dal forno e quando saranno più o meno tiepidi, tagliateli in diagonale a fette di due centimetri circa di larghezza ricavando così i biscottini.

Volendo potete spennellare la superficie dei filoncini con rosso d'uovo sbattuto con un po' di zucchero o semplicemente di latte per rendere la superficie lucida.

La ricetta subisce a Civitavecchia molte varianti, alimentate da una tradizione che vede i biscottini oggetto di regalo e, essendo ciascuno convinto che i suoi sono i migliori, di inevitabile....competizione.

Per cui possibili differenze possono riguardare l'aggiunta di vino rosso o di liquore (sambuca M....di Civitavecchia in primis, ovviamente), di scorza di limone o arancia grattugiata, il numero delle uova, le diverse proporzioni degli ingredienti, insomma ce n'è per tutti i gusti.

I biscottini si conservano bene nelle scatole di latta ma anche i sacchetti freezer ben sigillati vanno bene.

Detto questo rinnovo il consiglio di prepararli adesso perché dopo dovrete pensare alla cena della vigilia, magari all'antipasto di fritto misto alla romana che seppur in versione di magro è pur sempre impegnativo.

CLAM

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